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Marketing di Settore
14 agosto 2026
11 min read

Quanto costa un sito per un ristorante: fasce di prezzo, voci nascoste e quante coperte servono per ripagarlo

Il prezzo di un sito per un ristorante dipende dal compito che deve svolgere, non dalle pagine: cosa cambia fra vetrina, prenotazione diretta e vendita online, i costi che il preventivo non mostra e quante coperte servono per rientrare della spesa.

Alessandro Montefusco
Alessandro Montefusco
The Digital Alchemist
VERIFIED EXPERT
Ristoratore che fa i conti sul retro di una ricevuta, confrontando il costo del sito con le coperte necessarie per ripagarlo

Il prezzo di un sito per un ristorante non è un numero che puoi leggere su un listino pubblico, perché nessun fornitore serio te lo dà senza sapere cosa il sito deve fare — e chi te lo scrive comunque sta indovinando. Quello che puoi sapere subito, prima di qualsiasi cifra, è cosa lo fa muovere: non il numero di pagine, ma il compito che il sito deve svolgere da solo, senza che tu debba rispondere al telefono ogni volta. Un sito che mostra il menu costa una cosa. Uno che prende la prenotazione al posto tuo, con conferma automatica, ne costa un'altra. Uno che vende davvero — delivery proprio, box gastronomici, gift card — è un progetto diverso, con un prezzo diverso.

Probabilmente stai mettendo in fila le voci di spesa del locale: il commercialista, l'assicurazione, l'impianto elettrico. Il sito è una di quelle voci, non un progetto creativo a parte — e va trattato con lo stesso metodo: sapere cosa compri prima di chiedere quanto costa.

Quanto costa fare un sito per un ristorante?

Tre fasce, con i prezzi del listino DigiHelp per la ristorazione: 600 € per una landing page, 1.200 € per un sito vetrina con il sistema di prenotazione, 3.200 € per un sistema di prenotazione completo che gestisce anche l'asporto. Sono i nostri prezzi, non una media di mercato, e li dichiariamo per quello che sono — un altro fornitore può chiederti altro, e non sarebbe né più giusto né più sbagliato finché non sai cosa ci sta dentro.

Quello che sposta il prezzo, dentro una fascia e fra le fasce, è una cosa sola: il compito che il sito deve svolgere da solo, senza che tu debba rispondere al telefono. Un sito che mostra menu, orari e foto costa meno di uno che gestisce una prenotazione con conferma automatica, e molto meno di uno che deve vendere davvero — un e-commerce vero, non un modulo di contatto travestito da negozio.

Per farti un'idea del tetto alto della scala: un e-commerce per la ristorazione — delivery proprio, box gastronomici, gift card vendute online — costa quanto un e-commerce di qualsiasi altro settore: da 3.000 a 6.000 € su Shopify, da 8.000 a 15.000 € per uno sviluppato su misura (listino pubblicato sulla pagina e-commerce DigiHelp). È il tetto della scala, non la media: un ristorante che vuole solo farsi trovare e prenotare spende una frazione di quella cifra.

Perché due preventivi per lo stesso ristorante differiscono di migliaia di euro?

Perché cambia il compito, non il numero di pagine. Un menu statico che aggiorni tu una volta a stagione costa meno di uno collegato al gestionale che si aggiorna da solo. Un modulo di contatto — «chiamaci per prenotare» — costa meno di una prenotazione con conferma automatica e calendario sincronizzato. Foto già pronte del fotografo che segue i social del locale costano meno di un servizio dedicato commissionato da zero. Sommate insieme, queste variabili spiegano la forbice fra due preventivi per lo stesso locale.

FasciaCosa includePrezzoPer quale locale
Landing pageUna pagina sola: menu, orari, contatti, mappa, pulsante per chiamare600 €Locale che ha bisogno di esistere online e farsi trovare, e basta
Sito vetrina con prenotazioneIl sito completo più il sistema di prenotazione con conferma1.200 €Locale che vuole smettere di pagare una commissione sui clienti abituali
Sistema di prenotazione completoBooking completo con asporto, pagine del sito e blog aziendale curato perché risponda anche agli assistenti conversazionali, non solo a Google3.200 €Locale che vende anche fuori dalla sala e vuole farsi trovare da chi cerca, non solo da chi lo conosce già

Una precisazione sulla terza riga, perché è quella dove si fa confusione: 3.200 € coprono la prenotazione e l'asporto, cioè vendere quello che già cucini a chi lo viene a ritirare. Un e-commerce vero — catalogo di prodotti, box gastronomici spediti, gift card — è un altro progetto, ed è quello che sta nella forbice del paragrafo precedente. Se un preventivo ti mette le due cose nello stesso prezzo, chiedi quale delle due stai comprando. Il sito non è la stessa cosa di un programma per gestire le prenotazioni che hai già in sala: quello risponde a una domanda diversa. E se la prenotazione deve rispondere anche quando il locale è chiuso, c'è un pezzo in più da conteggiare: un assistente che prende la prenotazione fuori orario. Per capire il criterio con cui si costruisce un sito che deve vendere e non solo esistere, in qualsiasi mestiere, c'è un approfondimento a parte che qui non ripetiamo. Se il compito include anche il conto al tavolo, quella è una voce diversa ancora: il costo di un'app per ordinare risponde a quella domanda, non a questa.

Quali costi non compaiono nel preventivo?

Cinque, e sono quelli che trasformano un preventivo accettato in una fattura più alta del previsto: le foto dei piatti, i testi del menu, il dominio, l'adeguamento cookie e privacy, l'aggiornamento del menu quando cambia la stagione.

  • Foto dei piatti — spesso non incluse nel preventivo del sito: vanno commissionate a parte, o recuperate da chi già le fa per i social del locale.
  • Testi del menu — descrizioni, allergeni, eventuali traduzioni: chi li scrive, tu o chi ti costruisce il sito, e a quale costo.
  • Dominio — un costo annuo separato dal sito, quasi mai incluso nel preventivo una tantum.
  • Cookie banner e privacy — l'adeguamento normativo è un lavoro da fare bene, non un plugin gratuito che risolve tutto da solo.
  • Aggiornamento stagionale del menu — se il sito non te lo permette da solo, ogni cambio di carta è una richiesta a pagamento a chi te l'ha costruito.

Quanto costa un servizio fotografico per un ristorante?

Non trovi qui una fascia in euro, perché nessuna fonte verificata la conferma per il mercato italiano — e un numero preso a caso da un blog straniero varrebbe meno di niente. Quello che puoi controllare prima di chiedere un preventivo al fotografo sono tre situazioni diverse, con un costo molto diverso fra loro: le foto esistono già, magari fatte da chi cura i social del locale, e bastano da riusare sul sito; serve un vero servizio dedicato ai piatti, con styling e luce professionale, e allora il costo dipende da quanti piatti e da quante ore di set; oppure si parte da foto scattate con il telefono, che per un menu semplice possono bastare se la luce naturale del locale è buona. Il criterio prima del prezzo: quanti piatti servono davvero in foto, se serve lo styling, e se le foto restano tue anche se cambi fotografo.

Quanto costa mantenere il sito ogni anno?

Tre voci ricorrenti: dominio, hosting, manutenzione. La manutenzione è quella che pesa di più e che quasi nessun preventivo iniziale include davvero — aggiornamenti di sicurezza, backup, assistenza quando qualcosa si rompe un sabato sera. I piani di manutenzione DigiHelp partono da 99 € al mese (listino pubblicato sulla pagina web-development): è il nostro prezzo, non una media di mercato, e lo dichiariamo per quello che è. Copre aggiornamenti di sicurezza, backup giornalieri, monitoraggio e assistenza — non un extra opzionale se il sito deve incassare prenotazioni tutti i giorni, ma la differenza fra un sito che funziona e uno che va giù proprio il venerdì sera.

Serve un sito se sono già su TheFork, Google e Instagram?

Sì, e il motivo non è la visibilità — su quei canali probabilmente esisti già — ma la proprietà del rapporto con chi torna. Ogni piattaforma di intermediazione ti presta il cliente per una sera; il sito è l'unico canale dove quel cliente resta tuo anche se domani cambi fornitore.

34,6%
Delle imprese italiane di alloggio e ristorazione (10+ addetti) vende o prenota online attraverso un canale proprio: le altre passano solo da intermediari
Fonte: Istat, Imprese e ICT — Anno 2025, dicembre 2025

Il motivo per cui conviene uscire da quella maggioranza è lo stesso di ogni intermediario: chi possiede il rapporto con il cliente abituale decide le condizioni, non tu — qui non lo ripetiamo, perché è già scritto bene una volta. Prima ancora del sito, c'è un altro posto dove il cliente ti trova per primo: la scheda Google che decide se ti chiamano stasera. E se il tuo vincolo non è la visibilità ma l'agenda satura o una stagione corta, il sito da solo non basta: il vincolo che decide prima della tecnologia lo spiega per ogni mestiere, ristorazione compresa.

Quante coperte servono per ripagare il sito?

Si divide il costo del sito per il margine che fai su un coperto, non per lo scontrino medio: lo scontrino è al lordo dei costi, il margine è quello che davvero ti resta in tasca. Il metodo, in tre passaggi: prendi il tuo scontrino medio, togli food cost e costo del personale su quel coperto, ottieni il margine per coperto; dividi il costo del sito per quel margine; il risultato sono le coperte in più che devi servire in un anno perché il sito si sia ripagato.

Un esempio, con il costo del sito reale e il resto inventato per mostrare il calcolo: con uno scontrino medio di 35 € e un margine per coperto di 12 € dopo food cost e personale, il sito vetrina con prenotazione da 1.200 € si ripaga con 100 coperte in più nell'anno — due alla settimana. Lo stesso conto sul sistema completo da 3.200 € fa 267 coperte, cinque alla settimana. Lo scontrino e il margine sono numeri di esempio: il tuo margine per coperto, non questo, è quello che decide se il conto torna.

Per Macchia Catering Sartoriale — catering per eventi, non un ristorante con coperti fissi, ma il caso più vicino che abbiamo in portfolio nel food — il sito con modulo di preventivo qualificato ha fatto passare le richieste da 6 a 32 al mese.

6 → 32
Richieste di preventivo al mese per Macchia Catering Sartoriale, dopo il sito con modulo di preventivo qualificato (catering eventi, non ristorazione con coperti fissi)
Fonte: dato di progetto DigiHelp

Conviene farlo con Wix o Squarespace invece che da un'agenzia?

Per un locale che vuole solo essere trovato, mostrare il menu e gli orari, un costruttore come Wix o Squarespace basta — e chi ti dice il contrario sta vendendo qualcosa che non ti serve. Non trovi qui i prezzi dei loro piani in euro, perché non sono stati verificati per questo articolo e cambiano spesso: guardali sul listino pubblico del fornitore il giorno in cui decidi, non su questa pagina.

Il conto cambia quando il sito deve fare qualcosa che un costruttore fa male o non fa affatto: prendere una prenotazione con conferma automatica, parlare con il gestionale di cassa, reggere il traffico di un venerdì sera senza rallentare, o vendere davvero online. Un costruttore fa bene il primo compito — vetrina — e fatica sugli altri tre. Se ti riconosci nel primo caso, risparmia: non serve un'agenzia per un menu e un numero di telefono. Se ti riconosci negli altri, il confronto fra il canone di un costruttore e il costo di un lavoro fatto per il tuo caso pareggia più in fretta di quanto sembri.

Se vuoi capire in quale dei due casi sei, senza doverlo indovinare, è la prima domanda a cui rispondiamo quando costruiamo il sito di un ristorante che deve incassare prenotazioni, non solo mostrarsi.

Domande frequenti

Quanto costa fare un sito web per un ristorante? Dipende dal compito. Sul listino DigiHelp per la ristorazione: 600 € una landing page, 1.200 € il sito vetrina con il sistema di prenotazione, 3.200 € il sistema di prenotazione completo con asporto e blog aziendale. Un e-commerce vero — catalogo, box gastronomici, gift card — è un progetto a parte e va da 3.000 a 15.000 € a seconda che si scelga Shopify o uno sviluppo su misura.

Quanto tempo ci vuole? Una landing page richiede 1-2 settimane, un sito corporate 3-4 settimane (listino pubblicato sulla pagina web-development DigiHelp).

Chi aggiorna il menu quando cambio i piatti? Tu, se il sito è fatto bene — senza dover richiamare chi te l'ha costruito ogni volta che cambia una carta.

Il sito serve anche se lavoro solo su prenotazione e ho il locale pieno? Sì, e il motivo non è la visibilità: è la proprietà del rapporto con chi torna. Il ragionamento completo è qui.

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Alessandro Montefusco

Scritto da Alessandro Montefusco

Digital Strategist | 'The Digital Alchemist'

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